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in Aspetti economici da (130 punti)
Ciao a tutti!

Sono una commerciale estero che ha sempre «arrotondato» con servizi di traduzione ed interpretariato. Ora sono in maternità e sto cercando di far diventare il mio lavoro di traduttrice la mia principale fonte di guadagno per avere più tempo da passare con il mio piccolo.

Ho appena ottenuto la traduzione di un libro dall'italiano all'inglese ma non mi è chiaro come agire contabilmente, legalmente e documentalmente in quanto mi pare che tale traduzione ricada sotto il diritto d'autore, corretto?

Io pensavo di lavorare come sempre, quindi prestazione occasionale con ritenuta d'acconto del 20% ma è corretto? Oppure è corretto, ma non mi conviene? Che caos! Io non ho partita IVA al momento.

La traduzione sarebbe per un autore che non ha ancora partita IVA e non per un editore.

Ringrazio in anticipo!

1 Risposta

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da (11.8k punti)
Ciao,

la domanda è già stata posta, anche se in altri termini, qui: https://www.diventaretraduttori.com/78/come-si-fattura-in-caso-di-traduzioni-editoriali

La risposta è la stessa: se sei residente fiscale in Italia, ti conviene consultare il sito del sindacato dei traduttori editoriali, STraDE, http://www.traduttoristrade.it/, in particolare la pagina http://www.traduttoristrade.it/regime-fiscale/ e anche il Vademecum Legale e Fiscale http://www.traduttoristrade.it/vademecum/.
da (130 punti)
Ciao, ho letto il vademecum, ma quello che non mi risulta chiaro è:
- per essere definiti traduttori editoriali bisogna essere iscritti a qualche ente o sindacato?
- posso utilizzare le modalità e i termini di contratto e di pagamento anche con un autore privato che non ha partita IVA?
- cedendo i diritti di autore ho uno sgravio fiscale (nel senso che la ritenuta d acconto appunto si calcola su un imponibile minore), ma ovviamente non ho altri guadagni se non il servizio di traduzione iniziale, corretto?
Dal vademecum mi sembra di capire che il traduttore editoriale sia avvantaggiato rispetto al traduttore di altri testi, parlando di tassazione.
da (620 punti)
Ciao, le mie risposte sotto alle tue domande :)

- per essere definiti traduttori editoriali bisogna essere iscritti a qualche ente o sindacato?

No, la professione di traduttore (anche editoriale) in Italia non è regolamentata da nessun albo. Tutti (teoricamente ;) ) possono cimentarsi nella professione di traduttore.

- posso utilizzare le modalità e i termini di contratto e di pagamento anche con un autore privato che non ha partita IVA?

Sì.

- cedendo i diritti di autore ho uno sgravio fiscale (nel senso che la ritenuta d acconto appunto si calcola su un imponibile minore), ma ovviamente non ho altri guadagni se non il servizio di traduzione iniziale, corretto?

Corretto a meno che tu non negozi con l'editore _anche_ un contratto per il pagamento delle royalties sulle vendite del libro da te tradotto.

- Dal vademecum mi sembra di capire che il traduttore editoriale sia avvantaggiato rispetto al traduttore di altri testi, parlando di tassazione.

Sì, la tassazione è una tassazione vantaggiosa rispetto al regime con IVA.

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